
White paper
Cybersecurity, Ransomware, Report
The State of Ransomware 2026
Insights from 2,158 IT and Cybersecurity Leaders Across 17 Countries
I dati Sophos su identità, e-mail e recupero dopo un attacco ransomware
Per anni il ransomware è stato letto soprattutto come un problema di vulnerabilità da correggere. L'edizione 2026 del report The State of Ransomware di Sophos, costruita sulle risposte di 2.158 responsabili IT e di sicurezza di 17 paesi, Italia compresa, racconta un cambio di scena: le vulnerabilità sfruttate scendono dal 32% al 18% e la porta d'ingresso più frequente diventa la posta elettronica, con e-mail malevole e phishing che insieme valgono metà degli incidenti.
Dietro questo spostamento c'è l'identità: due vittime su tre collegano il ransomware al più grave attacco all'identità subito, e quasi tutti i casi nati da credenziali compromesse avevano già l'autenticazione a più fattori attiva. Il quadro non manca però di segnali incoraggianti: le richieste di riscatto calano, il ricorso ai backup torna a crescere e più della metà delle organizzazioni ripristina l'operatività entro una settimana.
Il report segue questa storia dall'ingresso degli attaccanti fino al recupero, passando per costi, settori e dimensioni aziendali, e la chiude con otto raccomandazioni pratiche per chi deve decidere dove concentrare le priorità.
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